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Sanremo:
l'autorizzazione fu data nel 1928 grazie a poderose
spinte politiche, con la giustificazione dell'esigenza
di finanziare lavori pubblici ancor oggi mai realizzati,
in uno scenario che vedeva la chiusura di molti altri,
antichi e incantevoli casinò.
Il fascino mitico della palazzina bianca di stile liberty,
un autentico tempio del gioco.
Il volume di gioco è superiore a quello dei grandi
casinò francesi perchè molti clienti visitatori,
soprattutto del triangolo Milano-Torino-Genova, e ultimamente
molti dal sud e da Roma, che ritengono il casinò
tuttora degno di una visita e di un soggiorno in riviera.
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Gli
anni Cinquanta sono tramontati, con le leggendarie avventure
del re Faruk.
Non ci sono più regine come Margherita, con la
corte di Umberto I, che vengono a svernare qui.
Non si respira più l'atmosfera dello stile inglese,
ma quella della rapacità della speculazione edilizia.
Ma Sanremo rimane sempre una divertente attrattiva per
il gioco e per la musica del Festival. |
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